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Sant’Oronzo a tavola: i piatti e i dolci della tradizione leccese

Agosto 24th, 2026 Posted by Cucina Tipica Salentina, Curiosità, Dolci tipici, evento, Tradizioni salentine 0 thoughts on “Sant’Oronzo a tavola: i piatti e i dolci della tradizione leccese”

La festa di Sant’Oronzo trasforma Lecce in un grande palcoscenico di luci, musica e profumi che raccontano l’anima più autentica del Salento. Dal 24 al 26 agosto il centro storico si riempie di luminarie, bande musicali, processioni e bancarelle, ma è soprattutto a tavola che la tradizione si esprime con maggiore intensità. Nelle case leccesi, come nelle osterie e nei ristoranti della città, vengono preparati piatti che uniscono la cultura contadina a quella marinara, tramandati di generazione in generazione. Ogni ricetta custodisce un pezzo di storia. Il galletto ruspante, la parmigiana di melanzane, la pasta fatta in casa, la scapece e i dolci delle feste non sono semplici specialità gastronomiche, ma veri simboli dell’identità leccese. Durante questi giorni il confine tra sacro e profano si assottiglia e la convivialità diventa parte integrante delle celebrazioni dedicate al patrono.

Il galletto del patrono

Il Galletto di Sant’Oronzo è il protagonista assoluto della tavola leccese nei giorni della festa patronale. In dialetto prende il nome di “addrhuzzu te Santu Ronzu” e viene preparato con un galletto ruspante di primo canto, cotto lentamente per esaltarne il sapore.

La tradizione affonda le radici nella leggenda del santo. Secondo il racconto popolare, Sant’Oronzo avrebbe celebrato la sua nomina a vescovo sacrificando un gallo, gesto che nel tempo è diventato un rito simbolico per i fedeli leccesi. In passato i contadini allevavano appositamente i galli da offrire in onore del patrono, trasformando questa usanza in un momento di devozione e condivisione. Le ricette più diffuse prevedono la cottura al forno con patate tagliate sottili, la versione in umido con salsa di pomodoro oppure quella arrosto con rosmarino e alloro. Ancora oggi molte famiglie non rinunciano a questo piatto il 26 agosto, considerandolo il modo più autentico per celebrare Sant’Oronzo.

Sapori delle case leccesi

Durante la festa di Sant’Oronzo la tradizione leccese vive soprattutto nelle cucine di casa, dove le famiglie preparano i piatti delle feste con gesti tramandati da nonne e madri. Tra le ricette immancabili c’è la melanzanata di Sant’Oronzo, la versione leccese della parmigiana: strati di melanzane fritte, sugo, formaggio e, nelle varianti più antiche, piccole polpette o mortadella che arricchiscono il ripieno. Accanto a questo grande classico compare spesso la pasta fatta in casa. Le orecchiette te Santu Ronzu, insieme ad altre paste lavorate a mano, rappresentano il trionfo della cucina domestica e della convivialità familiare. Preparare la pasta durante i giorni della festa significa riunire la famiglia attorno al tavolo, condividendo tempo, storie e tradizioni. Questi piatti raccontano un Salento genuino, fatto di ingredienti semplici ma capaci di creare sapori intensi e memorabili.

Street food tra le luminarie

Durante la festa di Sant’Oronzo le strade di Lecce diventano un percorso gastronomico da vivere passeggiando tra le luminarie. Le bancarelle allestite nei pressi di Piazza Sant’Oronzo e lungo le vie del centro offrono il meglio dello street food salentino. La regina della fiera è la scapece gallipolina, riconoscibile dal caratteristico colore giallo dato dallo zafferano: piccoli pesci fritti vengono marinati in aceto e alternati a strati di mollica di pane in grandi tinozze di legno. Accanto alla scapece non mancano i turcinieddhi, involtini di frattaglie cotti rigorosamente alla brace e profumati con foglie di alloro, dal gusto intenso e inconfondibile. Per chi desidera qualcosa di più semplice c’è la puccia leccese, il pane condito perfetto da mangiare mentre si passeggia tra la folla. Questo cibo di strada è parte integrante dell’esperienza della festa, perché permette di assaporare il Salento in modo immediato e popolare.

Il finale più dolce

I dolci di Sant’Oronzo chiudono il percorso gastronomico della festa con sapori che evocano l’infanzia e le ricorrenze di famiglia. La cupeta è forse il simbolo più riconoscibile. È un croccante di mandorle, miele e zucchero che da sempre accompagna le feste patronali del Salento. Venduta nelle numerose bancarelle del centro, rappresenta l’ospitalità leccese e il piacere della condivisione. Accanto alla cupeta troviamo i mustazzoli, biscotti speziati ricoperti da una golosa glassa al cioccolato, dal profumo intenso e dalla consistenza morbida. A completare il menù festivo c’è lo spumone salentino, il celebre gelato artigianale stratificato con ripieni di cioccolato, nocciola o mandorla, servito tradizionalmente come dessert delle grandi occasioni. Questi dolci non sono solo una conclusione golosa, ma l’ultimo tassello di una tradizione che unisce fede, memoria e piacere della tavola.

Se vuoi vivere davvero la festa di Sant’Oronzo attraverso i suoi sapori più autentici, ti aspettiamo da Vecchia Osteria in Viale F. Lo Re 9, a Lecce. Qui la cucina salentina incontra la tradizione leccese con piatti preparati secondo le ricette di una volta, per farti assaporare l’atmosfera della festa direttamente a tavola.

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Menu di Pasqua: un’occasione per gustare i piatti della tradizione

Marzo 31st, 2026 Posted by Cucina Tipica Salentina, Dolci tipici, il nostro menù 0 thoughts on “Menu di Pasqua: un’occasione per gustare i piatti della tradizione”

La Pasqua in Salento è molto più di una festa religiosa: è un momento per riscoprire i sapori autentici e la convivialità che caratterizza la cucina locale. A Lecce, e in particolare alla Vecchia Osteria Totu, il pranzo pasquale diventa un’esperienza completa che unisce piatti tipici, ingredienti freschi e una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. La Pasqua è l’occasione perfetta per riunire famiglia e amici attorno a una tavola imbandita, dove ogni portata racconta una storia di territorio e cultura. Il menu di Pasqua pensato dalla nostra osteria riflette proprio questa filosofia, con piatti semplici ma ricchi di gusto, in cui la materia prima di qualità e la cura nella preparazione fanno la differenza.

Antipasti: per iniziare al meglio il menu di Pasqua

Il pranzo pasquale inizia sempre con l’antipasto giusto: una selezione di prodotti locali che rappresentano il meglio della tradizione salentina. Verdure grigliate e fritte, salumi e formaggi tipici, panzerotti di patate, che diventano il primo incontro con i sapori della festa, stimolando l’appetito.

Gli antipasti pasquali non sono solo cibo, ma un momento di condivisione, ideale per iniziare la giornata festiva in compagnia e con gusto.

Primi piatti: alla scoperta dei sapori salentini

Tra i piatti principali del menu, la pasta fresca fatta in casa non può mancare. Orecchiette, maritati, sagne condite a piacimento:

  • Le orecchiette alle cime di rape sono un classico intramontabile, caratterizzato dall’equilibrio perfetto tra la pasta delicata e il gusto leggermente amarognolo delle verdure.
  • Le sagne ‘ncannulate con sugo, un piatto dal sapore intenso e familiare, perfetto per chi ama le ricette che raccontano la storia della regione.
  • I maritati con sugo e polpette per arricchire il piatto con un’esplosione di sapori.

Questi primi piatti non solo soddisfano il palato, ma diventano un rituale pasquale, simbolo di convivialità e affetto tra chi condivide la tavola.

Secondi di terra o di mare

Il simbolo indiscusso della Pasqua salentina è l’agnello ai ferri, scelto per il menu pasquale. Preparato con cura e accompagnato da verdure di stagione grigliate, l’agnello rappresenta la tradizione, il sapore autentico e il rispetto per gli ingredienti locali.

Per gli amanti del pesce non può mancare la frittura mista oppure tranci di pesce fresco da grigliare. Anche in questo caso l’accompagnamento con la verdura è obbligatorio per armonizzare al meglio tutti i sapori.

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Dolci tipici: il finale perfetto

A completare il pranzo pasquale, i dolci della tradizione offrono un finale d’eccezione. La cuddhura (puddhrica), tipico dolce pasquale salentino, può essere preparata in forme creative (cesto, coniglio, colomba) e decorate con uova sode.

Con questo menu potrai celebrare la Pasqua attraverso i sapori, i colori e i profumi della cultura locale.

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Taralli pasquali pugliesi con glassa: un dolce tipico

Marzo 19th, 2025 Posted by Cucina Tipica Salentina, Dolci tipici, Tradizioni salentine 0 thoughts on “Taralli pasquali pugliesi con glassa: un dolce tipico”

La Pasqua è un periodo carico di significato e di spiritualità e, come ogni ricorrenza che si rispetti, è fatta di tradizioni da portare avanti. Nel Salento, tra queste rientrano processioni, tavole imbandite e ricette da preparare tutti riuniti in famiglia. Una delle specialità che non può assolutamente mancare sono i taralli pasquali, una variante dolce del classico prodotto.

Preparazione e significato dei taralli pugliesi

I taralli pasquali sono una presenza immancabile nelle case pugliesi durante questa ricorrenza. La loro forma circolare viene considerata come un rimando all’eternità e alla resurrezione, temi centrali della Pasqua. Questa versione dolce è sfiziosa, infatti i biscotti sono “uno tira l’altro”.

La consistenza croccante dell’impasto cotto e la glassa di zucchero – chiamata gileppo- che si scioglie in bocca è uno dei piaceri del pranzo pasquale, da trascorrere in famiglia, dopo aver preparato tutti insieme le pietanze.

La preparazione richiede tempo e dedizione, ma il risultato ripaga ogni sforzo. Ecco come realizzarli seguendo la tradizione leccese.

Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 5 uova medie
  • 150 g di zucchero (aumentabile a 200-250 g per un gusto più dolce)
  • 50 g di olio extravergine d’oliva
  • 40 g di grappa o vino bianco
  • Un pizzico di sale
  • 3 g di ammoniaca per dolci

Ingredienti per la glassa (gileppo):

  • 500 g di zucchero semolato
  • 200 ml di acqua
  • Qualche goccia di succo di limone

Ora che l’occorrente è pronto è il momento di mettere le mani in pasta:

  1. In una ciotola capiente o nella planetaria, unisci la farina, le uova, lo zucchero, l’olio, la grappa, il sale e l’ammoniaca e impasta. Una volta ottenuto un composto liscio ed elastico dividi l’impasto in pezzi da circa 80 gr ciascuno. Forma dei cordoncini di impasto e chiudili a ciambella, creando la forma tipica dei taralli pugliesi.
  2. Porta poi a ebollizione una pentola d’acqua e immergi i taralli, pochi per volta, finché non vengono a galla. Scolali e disponili su un canovaccio pulito per farli asciugare, preferibilmente per una notte intera.
  3. Il giorno seguente, pratica un’incisione longitudinale su ognuno. Disponili su una teglia rivestita di carta forno e cuocili in forno preriscaldato a 200°C per circa 30-40 minuti, fino a doratura.
  4. Fatto questo, è il momento di preparare la glassa: in una pentola, sciogli lo zucchero nell’acqua e aggiungi qualche goccia di succo di limone. Porta a ebollizione e cuoci fino a raggiungere una consistenza viscosa. Immergi i taralli nella glassa calda, assicurandoti che siano completamente ricoperti. Disponili su una griglia o su carta forno e lascia asciugare completamente.

 

Cimentati nella loro preparazione, e decorali come preferisci ad esempio con i confetti colorati.

Per scoprire altre specialità della cucina pugliese, ti aspettiamo ne La Vecchia Osteria da Totu.

 

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Natale a Lecce: cosa vedere secondo Chef Totu

Dicembre 20th, 2024 Posted by Cucina Tipica Salentina, Dolci tipici, eventi, Senza categoria 0 thoughts on “Natale a Lecce: cosa vedere secondo Chef Totu”

Cosa c’è di più magico del Natale? Lecce durante le festività diventa ancora più incantevole. Le sue vie si illuminano di luci scintillanti, l’aria profuma di dolci tradizionali, e ogni angolo racconta storie di tradizione e bellezza. Se sei alla ricerca di un luogo che sappia scaldarti il cuore e regalarti momenti indimenticabili, sei nel posto giusto. Ecco cosa, secondo Chef Totu, non puoi assolutamente perderti della città in festa!

  1. Il Presepe nell’anfiteatro romano

Il Presepe quest’anno popola l’anfiteatro romano, figure in cartapesta curate nei minimi dettagli incastonate nello scenario unico di questa testimonianza storica. Proprio così, passeggiare intorno a questa meraviglia ti farà sentire parte di un racconto visto dall’alto, dove l’arte sacra incontra l’eternità di un monumento simbolo di Lecce.

  1. I mercatini in piazza Sant’Oronzo

Come ogni anno con l’arrivo delle festività, oltre ad ospitare l’albero di Natale, Piazza Sant’Oronzo si popola di casette in legno in cui sono esposte opere di artigianato e bontà gastronomiche. La piazza, con una pioggia scintillante di luci, diventa il luogo perfetto in cui immergersi per sentire l’atmosfera di festa. Qui verrai pervaso da tanti profumi e colori.

  1. Piazza Mazzini e le sue bancarelle

Se ami l’idea di perderti tra bancarelle cariche di oggetti unici, non può mancare una visita ai mercatini di piazza Mazzini. Sono il posto perfetto per chi cerca regali originali o semplicemente vuole lasciarsi avvolgere dallo spirito natalizio.

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  1. La fiera di Santa Lucia

Un vero gioiello per gli amanti delle tradizioni natalizie e del Natale a Lecce è la Fiera di Santa Lucia, conosciuta anche come “La fiera dei pupi”, ospitata nel suggestivo Chiosco dei Teatini fino al 26 dicembre. Personaggi del presepe (pastori, artigiani, angeli, Sacra famiglia) ed elementi di ambientazione – comete, grotte, ruscelli- sono esposti sui banchetti in fila sotto i portici della location. Statuine uniche che contribuiscono da anni a fare la storia dell’artigianato leccese.

  1. Il chiostro di luce

Preparati a rimanere senza fiato. Nel Chiostro del Seminario che si affaccia sulla magnifica Piazza Duomo, prende vita l’evento “Chiostro di luce”: un’installazione multimediale che trasforma le pareti dell’edificio in un caleidoscopio di immagini e giochi luminosi con il videomapping. Una poesia visiva che incanta grandi e piccini, regalando un’esperienza indimenticabile.

Potrai vederla fino al 6 gennaio (a eccezione del 24 e del 31 dicembre).

 

Lecce a Natale sa sempre come meravigliare: le sue vie, i suoi eventi e le sue tradizioni ti accoglieranno con il calore tipico del Salento. Lasciati avvolgere dalla magia, scopri l’autenticità di questa terra e vivi un Natale da ricordare.

Lecce ti aspetta, pronta a sorprenderti e a farti innamorare, così come i piatti di Chef Totu.

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La mandorla pugliese: un solo ingrediente, tantissime ricette!

Novembre 29th, 2024 Posted by Cucina Tipica Salentina, Dolci tipici, Senza categoria 0 thoughts on “La mandorla pugliese: un solo ingrediente, tantissime ricette!”

La mandorla pugliese racchiude la storia, i sapori e le tradizioni di una terra antica e generosa. Se il fiore del mandorlo è bello, il frutto è veramente un ingrediente centrale dei dolci più amati, che sono l’accompagnamento perfetto per ogni fine pasto delle festività, da Natale a Pasqua.

Una tradizione secolare: la storia della mandorla nel Salento

Il motivo che sta alla base della presenza radicata di questo frutto nel territorio pugliese è da ritracciarsi nel clima mite e i terreni ricchi di minerali, che permettono agli alberi di crescere rigogliosi. Con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, il paesaggio salentino si tinge di bianco rosato, quando i mandorli sbocciano. Diventa così un vero spettacolo della natura e annuncia l’inizio di una nuova stagione.

Alla fioritura segue la formazione del frutto che diventa il protagonista delle ricette tradizionali. Che sia nelle feste di paese, nelle celebrazioni familiari o nei riti stagionali, la mandorla è presente in tutte le sue forme: dai dolci di pasta di mandorle alle mandorle pralinate, da quelle atterrate alla cupeta.  Ogni ricetta è una piccola storia d’amore per la propria terra, tramandata di generazione in generazione e noi vi raccontiamo quelle principali.

La bontà della pasta di mandorla pugliese

Se c’è una preparazione che rappresenta l’essenza della mandorla salentina, è senza dubbio la pasta di mandorle. Profumata, densa e morbida, questa pasta dolce è ottenuta macinando finemente le mandorle con zucchero e, talvolta, qualche goccia di essenza di limone o arancia, che le conferisce un tocco fresco e aromatico. Questo ingrediente dà vita a capolavori come:

  • il fruttone, simile al celebre pasticciotto, ma con una personalità tutta sua: al posto della crema pasticcera, custodisce appunto un ripieno a base di pasta di mandorle e marmellata – spesso di pere o mele cotogne – il tutto avvolto da uno strato sottile di cioccolato fondente.
  • ci sono poi i biscotti di pasta di mandorla, realizzate unicamente da questo ingrediente e decorati con una ciliegia candita.
  • in occasione di Pasqua, invece è il momento di preparare l’agnello di pasta di mandorla. Oltre ad arricchire il pasto pasquale, è l’occasione per creare un momento di unione tra le varie generazioni durante la fase della preparazione.

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Le mandorle pralinate

Le mandorle pralinate, con il loro irresistibile strato croccante di zucchero caramellato, sono un’autentica tentazione che fa parte di ogni fiera di paese e del periodo natalizio. Durante le celebrazioni popolari, è facile lasciarsi conquistare dall’aroma dolce che si sprigiona dai banchetti dove si mescolano mandorle e zucchero, spesso arricchito con un tocco di vaniglia o cannella, in grandi padelle di rame. La glassa zuccherina rende le mandorle ancora più gustose, una tira l’altra.

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La cupeta: il torrone croccante che racconta il Salento

Rimanendo in tema di feste, non c’è Natale senza la cupeta: il torrone croccante che ha origine nell’epoca medievale. Preparata con maestria, la cupeta mescola pochi ingredienti: mandorle tostate e miele per creare una delizia. Ogni pezzo di cupeta è un’esperienza: il sapore intenso del miele, la leggera amarezza delle mandorle e la croccantezza del caramello si fondono in un equilibrio perfetto.

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Mandorle atterrate: il connubio perfetto tra cioccolato e tradizione

Ricoperte di cioccolato e inserite in un pirottino, nascono le mandorle atterrate. La ricetta segue pochi semplici passaggi: una volta tostate, le mandorle vengono immerse nel cioccolato fondente fuso, e lasciate solidificare per creare dei piccoli bocconi di dolcezza. Il gusto intenso del cioccolato si sposa alla perfezione con la croccantezza delle mandorle, creando un dolce che, pur nella sua semplicità, racchiude tutto il calore delle feste invernali.

La mandorla pugliese si riscopre come ingrediente cardine per diversi dolci che rivivono in ogni periodo dell’anno e nelle diverse festività.

C’è poi un posto in cui ogni pasto diventa una festa per il palato, ed è La Vecchia Osteria.

Ti aspettiamo.

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La Cupeta: un dolce simbolo della festa di Sant’Oronzo

Agosto 1st, 2023 Posted by Dolci tipici 0 thoughts on “La Cupeta: un dolce simbolo della festa di Sant’Oronzo”

Nella pittoresca città di Lecce, la festa di Sant’Oronzo rappresenta uno degli eventi più attesi dell’anno. Celebrata ogni 26 agosto in onore del santo patrono, questa festa è ricca di tradizioni uniche e speciali, tra cui spicca la preparazione e il consumo della deliziosa cupeta. Non un semplice dolce, ma il simbolo della tradizione leccese durante la festa di Sant’Oronzo.

 

Storia della Cupeta

La cupeta è un dolce tipico del Salento, le cui origini affondano le radici in una tradizione secolare legata alla produzione di miele e frutta secca. La ricetta è stata tramandata oralmente dalle famiglie locali, nel corso dei secoli, fino a giungere ad oggi. Originariamente, come tuttora accade, la cupeta veniva preparata per celebrare momenti speciali o per festeggiare importanti ricorrenze, come matrimoni e feste religiose.

 

La Preparazione della Cupeta

La preparazione della cupeta è un’arte tramandata con cura e dedizione. Gli ingredienti principali includono miele, mandorle, noci, semi di sesamo e, talvolta, scorza di agrumi. Il miele, tipicamente di produzione locale, viene riscaldato a fuoco lento finché non raggiunge la giusta consistenza. Successivamente, vengono aggiunte le mandorle, le noci e i semi di sesamo, creando un mix aromatico e gustoso. La miscela viene versata su un piano di marmo precedentemente unto con olio di oliva, dove viene stesa con cura fino a raggiungere lo spessore desiderato. Dopo il raffreddamento, la cupeta si presenta come un grande blocco solido, pronto per essere tagliato in tante piccole porzioni da distribuire durante la festa.

 

La Cupeta durante la Festa di Sant’Oronzo

Durante la festa di Sant’Oronzo, la cupeta svolge un ruolo fondamentale, essendo una delle prelibatezze culinarie più amate e attese. Nelle vie del centro storico di Lecce, i locali e i visitatori hanno l’opportunità di assaggiare e acquistare questo squisito dolce, che viene servito in numerose bancarelle e negozi. La cupeta diventa una sorta di simbolo dell’ospitalità dei cittadini, che condividono con orgoglio la loro tradizione e la loro cultura con i numerosi visitatori che ogni anno vivono la magia di questa festa, che si svolge nei giorni 24-25 e 26 agosto.

 

La cupeta di Sant’Oronzo è molto più di un semplice dolce; rappresenta un legame profondo con la tradizione leccese e un simbolo di condivisione e amore. Se avete l’opportunità di visitare Lecce durante la festa di Sant’Oronzo, non potrete fare a meno di assaggiare questa prelibatezza unica e deliziosa. In più, a poca distanza dai punti in cui la cupeta viene servita, ci siamo noi in Viale F. Lo Re, 9, dove potrai assaporare un altro pezzo di tradizione culinaria salentina.

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Il pasticciotto: il dolce della domenica in Salento

Gennaio 31st, 2023 Posted by Dolci tipici 0 thoughts on “Il pasticciotto: il dolce della domenica in Salento”

Il pasticciotto è uno dei dolci più gustosi e rappresentativi del Salento. Un tortino dalla forma ovale di pasta frolla che con il suo ripieno di crema pasticcera emana un inebriante profumo da leccarsi i baffi. Gustarlo ancora caldo – magari accompagnato da un buon caffè salentino – è uno dei modi migliori per immergersi nella tradizione gastronomica del territorio e assaporare uno dei dolci tipici della domenica.

Ma come nasce questo tipico tortino?

La storia del pasticciotto

Il pasticciotto vanta diverse storie e leggende che si tramandano da secoli. Secondo una prima versione, questo dolce delizioso nacque a Roma agli inizi nel ‘500. Qualcosa che, per ingredienti e preparazione è infatti pressoché identico al dolce salentino, è infatti riscontrabile nel ricettario di Bartolomeo Scappi, membro della Confratenita dei cuochi e dei pasticceri di Roma.

Un’altra versione vuole invece la sua nascita nel XVIII secolo nella città di Galatina. In particolare, è a Nicola Ascalone che si dovrebbe l’invenzione. Si narra infatti che nella sua pasticceria caduta in disgrazia creò il tortino per non buttare gli ingredienti avanzati dalla ricetta di una classica crostata. Fece assaggiare il nuovo dolce a un passante e la reazione fu incredibile. La prima ricetta vera e propria tuttavia, fu ideata dai pasticceri salentini a inizio del ‘700, facendola diventare un simbolo della gastronomia leccese, tanto che il dolce fu inserito nei prodotti agroalimentari della Regione Puglia col decreto del 2004.

Anche per quanto riguarda il nome, l’origine si basa sulla leggenda di Nicola Ascalone, che per creare questo dolce avrebbe fatto un “pasticcio” con gli ingredienti avanzati.

Ricetta tradizionale

La ricetta del pasticciotto prevede per:

  • la frolla: farina, burro, tuorli;
  • il ripieno di crema pasticcera: farina, latte, tuorli, zucchero e amarene sciroppate;
  • la decorazione esterna: tuorli da spennellare sopra e zucchero a velo

Da questa prima versione ne sono nate con il tempo tantissime varietà come il famoso pasticciotto Obama al cioccolato, rivisitato per omaggiare l’allora Presidente degli USA, Barak Obama.

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Sono nate anche altre versioni per accontentare tutti i gusti con crema:

  • ricotta e fichi
  • pistacchio
  • limone
  • nocciola
  • cioccolato e arancia

Per immergerti nei sapori autentici della tradizione salentina e assaporare il famoso dolce pasticciotto, vieni a trovarci presso La Vecchia Osteria: siamo in Viale Francesco Lo Re, 9 a Lecce.

i mustazzoli salentini

I Mustazzoli salentini: il dolce tradizionale delle feste

Dicembre 15th, 2022 Posted by Dolci tipici, Tradizioni salentine 0 thoughts on “I Mustazzoli salentini: il dolce tradizionale delle feste”

Ci sono regioni, in Italia, davvero uniche al mondo sia per i panorami e i monumenti storici, sia per la cultura gastronomica che offrono: la Puglia rientra a pieno titolo tra le eccellenze italiane per la grande offerta turistica con ampie spiagge e mari dai colori caraibici, per la ricchezza storico culturale offerta da città come Lecce o Otranto (solo per citarne alcune) e per il buon cibo e i piatti tipici della tradizione, famosi ovunque. Oltre alle celebri orecchiette con le cime di rapa oppure ai cavatelli con le cozze, la Puglia è famosa anche per i suoi gustosissimi dolci, come per esempio i mustazzoli salentini, una vera prelibatezza per il palato.

Le origini dei mustazzoli, biscotti tipici salentini

Chiamarli mustazzoli o mustaccioli poco importa, questa tipologia di biscotti salentini di lontane origini orientali (arabe per la precisione), fanno la loro comparsa nelle pasticcerie pugliesi proprio intorno al periodo di Natale, anche se è possibili mangiarli davvero tutto l’anno.

Realizzati con ingredienti semplici e genuini, cucinare i mustazzoli è davvero molto facile e, per il sollievo per le nostre tasche, molto economico: ecco gli ingredienti necessari per prepararli.

Gli ingredienti dei mustazzoli

Per cucinare i mustazzoli direttamente a casa vostra vi occorrono: circa 500 grammi di farina di tipo 00, 250 grammi di mandorle, 200 grammi di zucchero, 50 grammi di olio extra vergine d’oliva, 2 uova, 50 grammi di cacao (meglio se amaro), una bustina di lievito per dolci, un’arancia ed un limone, noce moscata (ne basta davvero un pizzico), cannella, chiodi di garofano in polvere, a scelta ½ bicchierino di rum o di anice a seconda dei gusti, 50 grammi di latte parzialmente scremato.

Per glassarli e renderli ancora più golosi vi serviranno circa 40 grammi di cacao amaro, 70 ml di acqua naturale e circa 250 grammi di zucchero a velo.

Come si cucinano i mustazzoli

Cucinare questi golosissimi biscotti salentini è davvero facilissimo: come primo step dovrete friggere le scorze di arancia e limone, precedentemente tagliate, in un pentolino con circa 50 grammi di olio extravergine di oliva per due minuti al massimo. Subito dopo, dovrete togliere le scorze dall’olio insaporito e aspettare che si raffreddi.

Successivamente dovrete impastare insieme con cura tutti gli ingredienti e, una volta che si è formato un panetto morbido, creare con delle formine a rombo tanti biscotti, i mustazzoli appunto, che andranno poi distribuiti con cura su una teglia forno.

Infine non vi resterà che inserire i mustazzoli nel forno per circa mezz’ora a 180 gradi. Spegnere poi il forno e lasciare raffreddare i biscotti per qualche minuto.

La glassa per mustazzoli gustosissimi

Una volta che i biscotti si sono raffreddati non vi resta che preparare la glassa con cui andranno ricoperti utilizzando, come indicato prima, davvero pochissimi ingredienti ossia zucchero a velo, acqua e cacao, tenendo presente che, mentre si realizza la glassa, è importante che non si formino grumi.

Una volta realizzata la glassa, potrete ricoprire i vostri biscotti e metterli in frigorifero in modo che si glassino perfettamente: a questo punto non vi resta che prepararvi un buon caffè o una tazza di the e gustarvi i mustazzoli salentini!

Per immergerti nei sapori autentici della tradizione salentina, vieni a trovarci e lasciati conquistare dai nostri piatti tipici: siamo in Viale Francesco Lo Re, 9 a Lecce.

Pitteddhe salentine: il dolce semplice della tradizione

Novembre 30th, 2021 Posted by Dolci tipici 0 thoughts on “Pitteddhe salentine: il dolce semplice della tradizione”

Il Salento, terra di mare e cultura è anche conosciuta per la sua ricca tradizione culinaria dalle origini molto antiche. Come tutti i piatti tipici della tradizione pugliese, anche la cucina salentina è ricca di ingredienti poveri, ma allo stesso tempo gustosi e unici. Per fortuna ancora oggi si possono gustare le ricette più antiche della tradizione! Il nostro Chef Totu, ad esempio ha come pensiero principale sia la cura nella preparazione delle pietanze più prelibate sia la tipica accoglienza salentina.

Le tradizioni culinarie non possono mancare nemmeno durante le feste come Natale o Pasqua. Durante le quali le tavole delle famiglie salentine si riempiono di piatti tipici della tradizione: dalla carne al pesce fino ad arrivare ai dolci. Oggi parliamo infatti di dolcezza con le pitteddhe salentine.

I dolci tipici del Salento

Se ti trovi in Puglia e in particolare nel Salento, non puoi non assaggiare le Pitteddhe salentine! Non sai cosa sono? Ora Chef Totu ci darà delle delucidazioni in merito. Le pitteddhe sono delle piccole crostatine davvero deliziose! È un piatto tipicamente natalizio ma che si può trovare anche tutto l’anno.

È un dolce povero e di origini contadine molto antiche la cui ricetta originale prevedeva l’utilizzo di determinati scarti di cibo. Nella cucina salentina, infatti, non si butta via niente e sin dai tempi più antichi, il popolo salentino è riuscito a realizzare pietanze molto gustose e fantasiose con gli ingredienti a disposizione.

Nelle pitteddhe, infatti, venivano usati i ritagli di pasta avanzati dalla preparazione delle tipiche focacce, piegate in modo da formare un cestino a stella. Proprio per questa loro tipica forma, le pitteddhe venivano chiamate anche cuscini di Gesù.

La ricetta delle pitteddhe salentine

La ricetta originale prevede l’utilizzo della mostarda di uva, un composto simile per consistenza alla marmellata ma preparata con del vino, di solito il Malvasia. In assenza si potrebbe utilizzare la classica marmellata di ciliegia o uva.

La pasta frolla con cui sono preparate è molto leggera, famosa principalmente per l’assenza di zucchero, burro e uova nell’impasto.

Le Pitteddhe sono dolci genuini e semplici, soprattutto se la mostarda (o la marmellata) è preparata in casa. Gli ingredienti che Chef Totu utilizza per questi dolcetti squisiti sono:

– 500 g di farina 00
– 120 g di olio evo
– acqua e latte q.b.
– buccia grattugiata di 1 limone
– pizzico di sale
– mostarda d’uva o marmellata q.b.

La preparazione è molto semplice e veloce. Infatti, è sufficiente mettere in una ciotola l’olio di oliva, la farina, la buccia grattugiata del limone e un pizzico di sale. Amalgamate il tutto in modo da ottenere un impasto elastico e liscio, eventualmente aiutandovi con l’aggiunta di latte o acqua.

Ottenuto così l’impasto, dovrà essere coperto con un panno e lasciato riposare per mezz’ora. Con l’aiuto di un mattarello create delle sottili sfoglie da cui ottenere dei dischetti di diametro di circa 6 cm. Mettete al centro dei dischetti un cucchiaio di mostarda. Successivamente pizzicate i bordi sollevandoli in modo da formare dei cestini a forma di stella. Metteteli in una teglia e infornateli a 180° per 30 minuti.

Adatti per arricchire la colazione ma anche le merende, le Pitteddhe sono molto gustose grazie alla tipica mostarda, nonostante l’assenza di ingredienti basilari per qualsiasi preparazione di dolci, come lo zucchero e le uova.

dolci natalizi salentini

Natale nel Salento: i dolci della tradizione

Dicembre 18th, 2019 Posted by Cucina Tipica Salentina, Dolci tipici 0 thoughts on “Natale nel Salento: i dolci della tradizione”

Tutti conoscono il Salento come una delle mete turistiche più ricercate. Con il suo mare cristallino, le bellezze artistiche barocche, le città e i borghi più piccoli è il luogo perfetto in cui trascorrere qualche giorno di relax. Anche a Natale potrai passare un periodo di vacanza in questo angolo di Puglia così caratteristico e godere delle prelibatezze gastronomiche locali. Sarà l’occasione perfetta per assaporare i dolci della tradizione che nel periodo delle feste sono veramente numerosi.

I dolci natalizi salentini

Tra le specialità più apprezzate ci sono certamente Li purceddhruzzi, i protagonisti assoluti della tradizione salentina. Una specialità semplice da preparare che appartiene alla tradizione povera. Essa viene realizzata con ingredienti semplici come farina, zucchero, miele e agrumi. La prima operazione da fare per realizzare Li purceddhruzzi è quella di preparare l’impasto. In seguito si tagliano delle porzioni di pasta di piccole dimensioni e dalla forma irregolare, che saranno poi fritte. L’operazione seguente consiste nell’immergerli dentro una pentola nella quale si trova del miele bollente. Al termine di questa operazione queste delizione palline vengono impiattate e decorate, secondo le varie ricette, con cannella, zucchero o mandorle locali finemente sbriciolate.

Un’altra specialità molto deliziosa sono le carteddhrate, conosciute anche come cartellate. Si tratta di dolci natalizi che sono tipici non solo del Salento ma di tutta la regione Puglia ed anche di parte della Campania. Secondo una leggenda che si perde nel tempo, questi dolci vengono realizzati con delle forme che ricordano i simboli del cristianesimo ed in particolare della natività, come il fascio che avvolgeva Gesù al momento della nascita e un’aureola. Anche in questo caso gli ingredienti per realizzare i dolci sono tipici della “cucina povera”, farina, zucchero, scorze sia di arancio che di limone. Una aggiunta che li rende unici è quella del mosto cotto di vino o del miele. Dopo la loro cottura questi dolcetti a forma di striscia vengono guarniti con prodotti come la granella di zucchero colorata, pinoli, mandorle.

Altri dolci natalizi tipici salentini la cui origine risale a tempi remoti, sono Li mustazzoli, presenti anche nella regione Sicilia, e provenienti dalla cultura araba comune alle due regioni italiane. Questi dolcetti hanno un cuore con cacao, zucchero e farina e sono ricoperti da una glassa di cioccolato molto golosa. Rispetto alle ricette precedenti, quella dei Li Mustazzoli, dolcetti molto aromatici, è più complessa, mentre gli ingredienti anche in questo caso sono molto semplici.

Ultime ma non di certo per golosità Le Pittule salentine fanno parte dello “street food” del Salento, ma nel periodo di Natale si trasformano in gustosi dolci. Le Pittule, realizzate con acqua e farina, sono palline di pasta fritta che normalmente si trovano nella versione salata, con aggiunta di ingredienti come il cavolfiore, i pomodorini, le acciughe o le olive. Solo nel periodo natalizio invece, queste palline vengono anche guarnite con del miele o con dello zucchero in granella, riuscendo a far impazzire, grazie al suo gusto, sia grandi che bambini.

Tutti i dolci natalizi salentini vi aspettano a La Vecchia Osteria, preparati secondo antica tradizione. Info e prenotazioni 0832-308057

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