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Pizzica salentina: cultura, amore e tradizione

Settembre 28th, 2021 Posted by Turismo 0 thoughts on “Pizzica salentina: cultura, amore e tradizione”

Chef Totu definisce la pizzica salentina come la più alta espressione artistica del nostro territorio. Una danza antichissima del sud Italia, ad oggi conosciuta in tutto il mondo per la famosa Notte della Taranta che si tiene ogni anno nella splendida città di Melpignano. Un mix di cultura e magia che di seguito il nostro chef ci racconterà.

Storia e cultura della pizzica salentina

Si tratta di una danza molto diffusa tra la popolazione pugliese, in particolar modo nella zona del Salento, la zona detta il tacco della Puglia. Le sue origini sono molto antiche, si pensi che la pizzica nasce in onore del dio pagano Dioniso, nell’antica Grecia, con balli e canti in suo nome. In tempi più moderni, verso l’inizio del cristianesimo, il dio greco viene sostituito da San Paolo, Santo guaritore di tutti i mali.

La storia racconta di donne che mentre erano nei campi, venivano morse dalle tarantole. Il veleno che percorreva il corpo le mandava in uno stato di shock e l’unica soluzione per eliminare l’effetto delle tossine era ballare per ore ed ore. Una tradizione, ci racconta Chef Totu, che nasce negli ambienti più umili, dove si lavorava la terra, dalla raccolta del tabacco, al grano e alla vendemmia.

Da questa leggenda nasce la Taranta, che serviva come accompagnamento alla guarigione, con balli molto animati, seguiti da diversi strumenti musicali quali violino, armonica o tamburelli tipici del luogo. Questa musica così travolgente faceva sì che le donne cadessero in una sorta di sonnolenza in modo tale che il veleno del ragno potesse uscire e far guarire per sempre la persona malata.

Ma, esiste anche un’altra lettura legata a questa antica danza che si rifà più nel dettaglio alla pizzica e non alla taranta. Un’idea più romantica, che parla di corteggiamento tra uomo e donna attraverso il ballo. Una corte che vede come elemento principale un fazzoletto che la donna ha in mano e che agita in segno di scelta del partner.

La tradizione di questa danza

Ci sono dei luoghi in Salento dove ogni estate si celebra la pizzica salentina, con musica folkloristica, tamburelli e canti popolari. Una di queste città è proprio Lecce ed è proprio qui, nel suo posto del cuore, che Chef Totu si prepara alla grande festa! Una gioia per tutti i leccesi. Ne La Vecchia Osteria non si fa altro che organizzare tutto nei minimi dettagli, la città si popola di tanta gente per cantare e danzare fino alle prime ore del mattino.

I canti, il battere delle mani, le melodie intonate hanno fatto diventare il ballo del sud e del Mezzogiorno, uno tra i più ballati e seguiti di tutta Italia. Ai nostri tempi racconta Totu, la pizzica veniva ballata in coppia simbolo di vero corteggiamento.

Inoltre, la danza può essere ballata anche solo dagli uomini, come una sfida simbolica oppure in gruppo, come spesso accade durante le feste di paese. Grazie ai tanti festival musicali che ogni anno vengono svolti nelle principali piazze del Salento, la pizzica viene ballata anche durante i matrimoni. Ma anche nelle sagre o concerti, come momento di puro divertimento e associazione.

La pizzica salentina è una delle principali caratteristiche di questo luogo che ogni anno attira turisti e curiosi.  Scoprono una danza coinvolgente e affascinante e s’innamorano!

Sant’Oronzo: festa e tradizioni per il patrono di Lecce

Agosto 24th, 2021 Posted by Turismo 0 thoughts on “Sant’Oronzo: festa e tradizioni per il patrono di Lecce”

Oggi Lecce è in festa! Nei giorni 24-25 e 26 Agosto, infatti si celebra il Santo Patrono della città, Sant’Oronzo. È proprio in questo mese caldo che Lecce accoglie maggiormente abitanti e turisti per festeggiare questo evento importante, la festa di Sant’Oronzo.

Anche il nostro Chef si prepara per la grande festa! Nel suo locale, infatti insieme al suo staff si inizia già dalle prime ore del mattino. Perché come da tradizione tutto deve essere in ordine e perfetto, soprattutto in questi giorni.

Tradizioni popolari del patrono di Lecce

Si racconta che nel 1656 Sant’Oronzo abbia salvato la città di Lecce da una terribile peste ed epidemia. Un brutto periodo che affliggeva il Salento! Il vescovo originario di Lecce fece una grazia alla città, eliminando definitivamente il virus che già aveva mietuto molte persone.

Santo Oronzo così, salvò Lecce e i suoi abitanti lo omaggiano ogni anno con una festa davvero tanto caratteristica.

I festeggiamenti a Lecce

Oltre a Sant’Oronzo si festeggia anche San Giusto e San Fortunato i compatroni del capoluogo salentino.

Tutto parte dal Duomo di Lecce dove le principali cariche amministrative del paese e le confraternite religiose vi si riuniscono. Possono partecipare anche i fedeli e i turisti curiosi per poi proseguire con la processione che apre a tutti gli effetti le celebrazioni. In questi tre giorni di festa sono tante le messe che vengono svolte nelle chiese di Lecce. A tutto ciò si aggiungono i festeggiamenti per tutti i cittadini e turisti come spettacoli e intrattenimenti.

La città si colora di bellissime luci e di tanti sorrisi: decorazioni con le luminarie e scenografie particolari trasmettono il buonumore a tutti! Da non dimenticare le tradizionali bancarelle che riempiono le strade e i vicoli, rendendo Lecce ancora più caratteristica.

Come ogni festa patronale che si rispetti, scoccata la mezzanotte inizia lo spettacolo pirotecnico che coinvolge proprio tutti: ci si dirige nel punto più strategico per ammirare meglio i colori dei fuochi d’artificio.

Queste le tradizioni che fino ad oggi abbiamo portato avanti con orgoglio e felicità. Quest’anno a causa del Covid-19 alcuni aspetti della festa sicuramente mancheranno ma rimarranno vivi nel cuore della gente di Lecce.

Le curiosità della festa di Sant’Oronzo

Se visitate la città di Lecce in questi giorni, sentirete per le strade il profumo dei “galletti di primo canto”, tipico piatto preparato per questa occasione. La “melanzanata di Sant’Oronzo” poi è proprio ciò che serve per ricaricare le energie prima della passeggiata lungo i vicoli del paese.

Vi capiterà anche di trovare per strada dei manifesti che citano così: “Santu Ronzu Nesciu” e “La Carrozza”. Sono dei fogli satirici spesso scritti in dialetto leccese e che prendono in giro le personalità della gente del luogo.

Insomma, per chi è del posto come Chef Totu è un obbligo più che mai dedicare interamente queste tre giornate alla tradizione e alla cucina locale. Buona festa di Sant’Oronzo!

Chef Totu e la sua amata Lecce: racconti e storia

Luglio 29th, 2021 Posted by Turismo 0 thoughts on “Chef Totu e la sua amata Lecce: racconti e storia”

La magnifica città di Lecce si trova in Puglia ed è considerata il punto cardine della cultura salentina. Viene chiamata la “Firenze del sud” perché è in grado di far rimanere affascinati i turisti e i visitatori grazie al suo splendore. Infatti, è un perfetto connubio tra l’esuberanza e la ricchezza dell’epoca barocca, con palazzi e chiese del ‘600 e i resti archeologici dell’età romana.

Le meraviglie di Lecce

Le facciate delle strutture seicentesche nascono durante il Regno di Napoli. Lo sviluppo architettonico e le decorazioni hanno talmente caratterizzato il capoluogo pugliese tanto da definirsi “barocco leccese”. Si tratta di uno stile del tutto nuovo e innovativo anche grazie all’utilizzo della pietra di Lecce, un particolare materiale calcareo, dai colori caldi e facile da modellare.

Chef Totu considera la zona del centro storico di Lecce un museo a cielo aperto! Si parte dalla bellissima Piazza del Duomo (o anche conosciuta come la Cattedrale di Maria SS. Assunta) in cui è presente un campanile con doppia facciata. Una è molto semplice e sobria, mentre la seconda è ricca di decorazioni particolari. Il Palazzo Vescovile e il magnifico loggiato, molto amato dal nostro chef sono risalenti all’epoca rinascimentale. Infine, il Palazzo del Seminario, particolare per il chiostro esterno e per la facciata decorata a bugnato.

Famosa è la piazza che prende il nome del Santo Patrono della città, Piazza Sant’Oronzo. Vi è un agglomerato di ricchezze storiche e culturali che appartengono a differenti epoche della nostra storia. Il Palazzo del Seggio (conosciuto anche come Il Sedile) è la struttura del Rinascimento che domina l’intera zona e attualmente è la sede di note mostre ed esposizioni. Altra chicca che Totu ama tanto è la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Mentre invece, dell’epoca romana possiamo ammirare l’Anfiteatro, la cui forma ellittica è predominante e la colonna ha accanto la statua in bronzo del patrono della città. Si potrà ammirare anche la Chiesa di san Giuseppe e la sua facciata in stile barocco.

Una passeggiata nella capitale del Barocco

Chef Totu dice sempre che il vero diamante della città è il Castello Carlo V. Ci racconta che è stato voluto dall’imperatore Carlo V ed edificato e fortificato nel ‘500. La parte centrale però è antecedente a questo periodo, ovvero del XII secolo ed alcune parti concluse in epoche successive come ad esempio il fossato. Il castello nasce con scopi difensivi, ma oggi si è trasformato in un luogo che accoglie mostre e numerosi eventi culturali.

Ciò che cattura sicuramente l’attenzione di un turista a livello visivo, è Porta Rudiae! Sormontata dalle due statue del patrono di San Domenico e Sant’Irene. La Chiesa del Rosario invece, è di grande impatto visivo grazie alla sua verticalità e alla sua facciata stupenda.

Un consiglio dello Chef: da visitare assolutamente la Basilica di Santa Croce! Offre un fantastico equilibrio tra lo stile barocco e quello classico, oltre che per la bellezza dei suoi interni. I lavori della basilica iniziarono nel lontano ‘300 e conclusi tra il ‘500 ed il ‘600. La facciata monumentale è caratterizzata da una simbologia cristiana ed è sormontata da un rosone centrale imponente.

Il tour nella stupenda città di Lecce non può concludersi senza aver visto i principali musei, tra cui: il Museo Storico della città che è anche una galleria di arte contemporanea, il Museo Archeologico provinciale S. Castromediano, in cui vi sono antiche testimonianze dell’epoca messapica e romana ed il Museo del Teatro Romano. Quest’ultimo contiene reperti archeologici di questa grande epoca storica e nove delle maschere teatrali della Villa Adriana, sita a Tivoli.

cosa vedere a Lecce

Cosa vedere a Lecce

Aprile 16th, 2019 Posted by Turismo 0 thoughts on “Cosa vedere a Lecce”

Lecce è una delle mete imperdibili da visitare in Italia e Puglia.  Un piccolo scrigno di arte e cultura, che ammalia turisti da ogni parte del mondo per la sua ‘slow life’, incanta con la sua arte barocca e la sua cultura. Impossibile non rimanere affascinati dal centro storico,  ricco di raffinati palazzi e piccole botteghe artigianali dove vengono realizzati oggetti in cartapesta e in pietra leccese e delle sue chiese barocche. E’ l’arte barocca, diffusasi a Lecce nel Seicento durante la dominazione spagnola, a caratterizzare le guglie, i portali, le chiese, i monumenti e le abitazioni del centro storico in pietra leccese. E’ la città ideale per una vacanza all’insegna del relax, ma anche dell’arte. Tappe obbligatorie sono l’Anfiteatro e il Teatro Romano, il Sedile, la Chiesa di Santa Croce, il Duomo, Porta Rudiae e Porta Napoli, raggiungibili direttamente a piedi. In questo articolo scopriamo insieme cosa vedere durante una visita a Lecce.

Basilica di Santa Croce

Il simbolo del barocco leccese è la Basilica di Santa Croce. Costruita tra XVI e XVII secolo, il suo rosone romanico domina la parte alta della facciata. All’interno il soffitto cassettonato della navata centrale e gli affreschi. Quattro grandi architetti Gabriele Riccardi al cui ingegno si devono la parte inferiore della facciata e la cupola; Francesco Antonio Zimbalo, autore del portale maggiore, delle colonne e degli stemmi circostanti; infine, Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo (nipote di Francesco Antonio Zimbalo).

cosa vedere a Lecce

Anfiteatro e Teatro romano

Testimonianza dell’impero romano sono l’Anfiteatro e il Teatro. Il primo, ubicato in Piazza Sant’Oronzo, venne alla luce agli inizi del ‘900 durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia. Il secondo, invece, nel 1929. Dalla capienza di circa circa 20.000 spettatori, qui si poteva assistere ai giochi dei gladiatori e a spettacoli teatrali.

Il Duomo

Nel cuore del centro storico il Duomo, costruito a partire dal 1659 dall’architetto Giuseppe Zimbalo, detto “lo Zingarello“ su mandato dell’allora vescovo di Lecce Luigi Pappacoda. Il Duomo presenta due ingressi, quello principale rivolto al Palazzo Vescovile e l’altro, sul fianco sinistro che guarda l’entrata della Piazza. La facciata secondaria culmina con la statua di Sant’Oronzo tra le statue di San Giusto e San Fortunato, compatroni di Lecce. L’interno è a tre navate a croce latina: quella centrale è sormontata da un soffitto ligneo. All’interno pregevoli stucchi, pavimenti in marmo e altre numerose tele di grande valore artistico e dodici altari riccamente ornati tra cui quello maggiore dedicato alla Vergine Assunta in marmo e bronzo dorato di fattura napoletana.  In piazza Duomo svetta il campanile, opera dello Zingarello, di oltre settanta metri d’altezza.

Castello Carlo V

Progettato dall’architetto regio Gian Giacomo dell’Acaya, il Castello fu fortemente voluto da Carlo V d’Asburgo per difendere la città dai pericoli provenienti dall’altra parte dell’Adriatico. La nuova costruzione modificò radicalmente l’aspetto medievale della fortezza di cui tuttavia restano visibili le tracce nelle due torri superstiti (“Torre Maestra/Magistra” e “Torre Mozza“) e nelle gallerie sotterranee oggetto di un’intensa attività di scavi archeologici.

Nel 1870 il castello venne trasformato in distretto militare e posto sotto il controllo del Ministero della Difesa del neonato Stato italiano, fino agli anni ’80, quando è passato al comune di Lecce che ne ha fatto sede privilegiata per mostre e convegni. Fruibile dopo i lavori di restauro durati alcuni anni la cosidetta Porta Falsa. La sua recente riapertura, avvenuta a dicembre del 2018, permette a turisti e leccesi di visitare e ammirare spazi finora sconosciuti come le carceri sotterranee, il camminamento delle cannoniere e la chiesa di Santa Barbara e di attraversare la fortezza utilizzando il doppio ingresso, da piazza Libertini a via XXV luglio e viceversa.

Piazza Sant’Oronzo

Cuore del cento storico del capoluogo barocco è la suggestiva Piazza Sant’Oronzo, piazza dalla forma ovale la cui pavimentazione è ornata da un mosaico raffigurante lo stemma della città: la Lupa sotto un albero di leccio e la corona con 5 torri. In antichità Piazza Santo Oronzo presentava una diversa planimetria, quando lo spazio dell’Anfiteatro Romano era occultato dalle botteghe ottocentesche. In seguito agli scavi archeologici, il piccolo borgo venne abbattuto per portare alla luce l’antico Anfiteatro. Dal 1656 è stata intitolata al Santo Protettore di Lecce, S. Oronzo, dopo la tremenda epidemia di peste abbattutasi sull’intero regno di Napoli. Ospita la colonna di Sant’Oronzo, alta 29 metri, sulla quale venne posta la statua del santo nell’atto di benedire la città.

Dopo un giro alla scoperta delle bellezze del capuologo barocco, non vi resta che assaggiare la nostra cucina tipica salentina!

 

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